Buseto Palizzolo

LE ORIGINI:

Con scrupolosa attenzione, tra la vallata archeologica di Segesta ed il Monte Erice, è volutamente sbocciato, a circa 18 km da Trapani, con tutti i suoi edifici immersi nel paesaggio agreste,  il comune di Buseto Palizzolo.

La sua storia ci riconduce direttamente all’XI secolo.a.C., quando nella zona ad occidente della Sicilia, si insediarono gli Elimi. Si narra che il principe Elimo, insieme ai suoi fedeli, partì da Troia verso la Siciliaper trovare rifugio e protezione. Anche Enea seguì il loro esempio, tanto da sbarcare in terra trapanese, trovando definitivamente dimora nella vallata di Segesta. A tal proposito, questa parte di territorio fu denominata Elimica ed Elimi erano i suoi popoli. È, però, la dominazione bizantina che, in questo lembo di terra, lascia un’impronta ancora viva, per la presenza di alcune contrade e frazioni dagli antichi nomi ellenici. L’insediamento arabo, intanto, contribuì a sviluppare la coltivazione degli agrumi, insieme a quelle del cotone, delle palme e del gelso. Nel frattempo, il Monte San Giuliano, liberatasi degli Arabi, grazie ai Normanni, riprende possesso della sua autorità bellica e strategica. Il popolo del Monte preferì, infatti,  andare verso la vallata solo per curare le coltivazioni e per il raccolto, ponendo come dimora fissa solo la zona montuosa che conferiva loro più protezione in caso di attacchi o insidie da parte dei pirati.

Il territorio che era stato ripartito in “casali”, adesso veniva trasformato in “feudi” , a loro volta suddiviso in “parecchiate”, dove parte della terra disponibile veniva coltivata a grano, ulivo e vite. Fu all’interno di queste ultime che nacquero i “bagli”, con la costruzione di edifici per mano dell’edilizia artigianale e agreste, simili a roccaforti. In essi armonizzavano tra loro il lavoro dei campi e il confort della dimora sia per i padroni sia per i braccianti. La parola dialettale “bagghiu” , dall’arabo “bahal”, significa proprio “cortile”.

Buseto Palizzolo fu unico protagonista dello scenario agricolo ed economico di tutto il  territorio del Monte. Quando nel 1629 tutta la zona del Monte San Giuliano fu colpita da una pericolosa pestilenza,  per fronteggiare le spese, una parte molto estesa del territorio venne venduta appunto a Buseto Palizzolo, che fondò il suo prestigio sulla valorizzazione delle “parecchiate”.  Il nome “Buseto” ha origine dall’arabo “busith” e dal successivo uso del termine in “basita” che vuol dire appunto “terra”. Il termine “palizzolo”, invece, venne utilizzato per onorare la famiglia patrizia dei Palizzolo, che nel paese spiccò per il dinamismo  politico e gestionale e per la fruttuosa attività del pascolo e dell’allevamento.

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