Torna a Buseto Palizzolo

Museo Civile Locale

IL MUSEO DIDATTICO ED IL MUSEO DELLA CIVILTA’ LOCALE

   

Il paese di Buseto Palizzolo è promotore di un’iniziativa molto interessante dal punto di vista culturale, principalmente, per quanto riguarda il recupero e la valorizzazione di oggetti e strumenti da lavoro. Essi, infatti, testimoniano l’attività certosina di chi era impegnato a mantenere fertile i campi, poichè nel passato, questa era la principale fonte di sostentamento.

Nel 1984, grazie all’impulso di alcune famiglie di Buseto Palizzolo, nasce  il Museo Didattico, pressola Scuola Media “Alessandro Manzoni”.  Sono gli insegnanti del luogo i veri propulsori di questa nascita perché attraverso un percorso educativo svolto con gli alunni sono riusciti a scuotere gli animi delle vecchie famiglie del paese. Infatti, esse in breve tempo hanno riportato alla luce gli utensili più antichi, gli strumenti più arcaici utilizzati dai fabbri, resti di antiche macchine per il pane, vetusti carretti e antiquate calzature.

Nel 1989, si dovette addirittura chiedere il contributo del Comune, poiché il luogo si presentava ormai ristretto per accogliere tutti questi scampoli di storia. In quell’anno fu aperto al pubblico il Museo della Civiltà Locale. La sua ubicazione fu trasferita presso il Baglio Maranzano, l’originario Casale Busith, che si pensa sia stato dimora della famiglia dei Palizzolo.

Presso la Scuola Media, a disposizione degli studenti, resta comunque il Museo Didattico. I protagonisti del luogo sono gli oggetti che riconducono alla vita quotidiana di un tempo tra semplici attività domestiche e lavori artigianali.

Chi volesse perdersi nei meandri dei ricordi in una maniera quasi surreale, allora non deve perdere l’occasione di visitare il Museo della Civiltà Locale. Qui si offre un viaggio nel patrimonio culturale dei ceti popolari. Gli attrezzi del mestiere sono raggruppati in base al loro utilizzo, per cui facile sarà prima imbattersi in una scoperta completa della vita agreste del contadino, per poi restare affascinati dalla meticolosa attività del fabbro. Ci sono i campanacci dalle dimensioni più disparate, i ferri di cavallo e le primitive falci. Gli attrezzi riportano i nomi in dialetto, come se la traduzione dei termini in italiano li privasse della loro originalità e del peso della loro storia. Tutto è testimone di una realtà senza tecnologie ma piena di sapienza e passione.

Il Museo della Civiltà Locale propone un ottimo modello d’interculturalità visto l’ampia gamma di oggetti in esso raccolti ed oggi non più usati. Potrebbe essere interessante accostarsi alla scoperta del Museo della Civiltà Locale con i propri figli o con i propri nipoti. Esisteun’area che ricostruisce, nei minimi dettagli, momenti di vita quotidiana in modo molto semplice: l’antica culla non è in legno, ma in tela sospesa tra due pioli appesi al muro, c’è anche il corredo ricamato a mano e le antiche tinozze.

Sarà facile guardare questo stralcio di storia con gli occhi di un bambino per tornare indietro ed acquisire nozioni sulla nostra reale storia e cultura.