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Il castello Arabo-Normanno

Chi getta lo sguardo sul golfo di Castellammare, non può non notare questa maestosa fortezza, che sembra ancor oggi rievocare atmosfere medievali.

La roccaforte sembra vegliare su questo scorcio di natura, ammirabile sia dal mare sia dalla terraferma. Si narra che il castello arabo-normanno sia stato edificato intorno all’ XI sec.d.C., anche se le notizie fanno pensare che, in quella zona già sorgessero dei baluardi siti per vedere in lontananza i pirati, che erano soliti fare razzie. Analizzando l’etimologia della parola, Castellammare deriva dal latino Castellum maris, castello a mare, infatti, esso è  il simbolo del paese. Le notizie bibliografiche descrivono la fortezza in modo dettagliato: si riporta che fosse circondata dal mare e che vi si poteva accedere solo attraverso un ponte levatoio di legno e, infatti, alzato questo, il castello diventava inattaccabile. Al di fuori, ma unita alla fortezza, esisteva una moschea araba, trasformata dai Normanni in chiesa dedicata a San Giovanni Battista; dello stesso periodo fu la costruzione di una cappella interna al castello, detta Cappella della Bagnara.

Dopo gli Arabi, i Normanni e gli Svevi, il fortilizio nel 1314 fu espugnato dagli Angioini, che con Roberto D’Angiò conquistarono Castellammare del Golfo.

Il loro governo durò solo due anni, gli Aragonesi nel 1316 assediarono la fortezza, devastandone una buona parte.

Dopo varie epoche, il castello riprese l’antico splendore intorno al XV sec. d.C., grazie al fatto che, Castellammare del Golfo aveva riconquistato il ruolo strategico negli scambi commerciali.

La roccaforte era descritta con torri, edificate in anni diversi, ma tutte fornite di merli. Esse, chiamate rispettivamente San Giorgio, Campana e Baluardo, avevano funzione difensiva ed erano munite di materiale bellico. I racconti inoltre narrano che il castello all’interno fosse munito di una scala pregevole, di fontane, magazzini, rimesse per cavalli e torri dove trovavano ospitalità i soldati. Ferdinando il Cattolico nel 1496, invece, fece costruire il torrione circolare a sinistra rispetto all’ingresso. Con il governo dei Vicerè, nel XVI sec.d.C., Castellammare del Golfo fu sede del tribunale dell’inquisizione, il castello e le sue tristi prigioni furono scenario di crudeltà rivolte a uomini e donne perseguitate dagli inquisitori. Negli anni successivi, si decise di spostare il tribunale dell’inquisizione a Palermo a causa di un incendio che scoppiò in due stanze del castello piene di polvere da sparo e che procurò devastazione e morte nei luoghi tutt’intorno. Nel XVII secolo d.C. furono attuate opere d’irrobustimento delle fortificazioni e nei secoli successivi il castello arabo-normanno fu ancora teatro di battaglie con l’egemonia borbonica. Oggi il maniero è unito al paese da un ponte in muratura, circondato dal mare.

Le mura sono servite da base per la costruzione di case di pescatori, mentre sul lato orientale del castello è sorta la banchina.

Una meravigliosa torre, ornata all’interno da una scala a chiocciola e all’esterno da feritoie, investe il luogo di un’atmosfera fiabesca. Atmosfera resa viva da una tradizionale leggenda, si narra, infatti, che il castello fosse abitato da una regina, la quale solitamente s’immergeva in una vasca, detta vasca della regina. Questa piscina naturale, oggi coperta dal cemento, scavata nel masso a settentrione del Castello, era provvista di fori, che si mettevano in contatto con il mare, permettendo il riciclo d’acqua.