Torna a Castellammare del Golfo

Monte Inici

Il Monte Inici e le sue meraviglie

 

Il Monte Inici sovrasta il territorio di Castellammare del Golfo ed appare come un gigante roccioso alto più di mille metri che dirama le sue falde possenti lungo il litorale cristallino. Il territorio del Monte Inici è ricco di fascino e mistero. Ai molti è sconosciuto perché la sua natura di primo acchito appare semplice ma andando ad immergersi lungo i suoi anfratti si scopre una bellezza geologica d’inequivocabile incanto.

Il rilievo ospita alle sue pendici un sobborgo che prende il nome di “Petrazzi Inici”. Il termine “petrazzi” deriva da pietra e serve a far comprendere che le case sono costruite sulle rocce del monte. La passeggiata comincia dalla località Belvedere definita la porta del Monte Inici, dove un percorso scorrevole permette l’ascesa all’altura.

L’area è definita in questo modo proprio perché permette di avere un panorama superbo in cui si coglie l’austerità delle pareti rocciose che si contrappongono alla folta vegetazione e al chiaro e immenso orizzonte marino.

In quest’area demaniale sotto la direzione della forestale di Inici è stata realizzata un’area attrezzata che fornisce confort a chi pratica il trekking, ma anche alle scolaresche e a tutti quelli che si apprestano a praticare delle escursioni o che desiderano trascorrere un giorno immersi nella natura del bosco. Il luogo è provvisto di sedili, tavoli, fontane e spazi dove è possibile cuocere il cibo, inoltre è presente una zona adibita a parco giochi per i più piccoli.

 Superando l’area attrezzata si giunge ad una strada chiusa al traffico il cui terreno sdrucciolevole fiancheggia una valle da un lato e il bosco dall’altro, questo luogo è chiamato Vallone Petrazzi Inici detto anche “Vadduneddu”.

Sotto la strada appare un grosso masso di tufo denominato dalla tradizione popolare “Brutto Sansone” perché solo la forza di Sansone poteva sollevarlo. Si pensa che anni fa l’alluvione di Castellammare del Golfo sia stato causato da questo masso che non ha permesso il giusto fluire delle acque.

La vegetazione cresce in modo diverso secondo le stagioni e le zone, infatti, le vette del Monte Inici custodiscono esempi di leccete, mentre la parte meridionale accoglie i pini baciati da un insolito sottobosco di palma nana. Bellissimi arbusti coprono l’area boschiva accompagnandosi con Lerci, Sugheri, Querce e Frassini. Alcune zone del bosco di Inici sono state soggette al rimboschimento, a causa dell’incuria umana che ha generato incendi di origine dolosa, le specie rimboschite sono state per lo più Pino d’Aleppo e Domestico e il Cipresso. Nel sottobosco si trovano anche vegetali come il Rovo, il Pungitopo, l’Edera, l’Assenzio, il Prugnolo, il Biancospino, la Rosa Canina e la Ginestra. Il Monte Inici offre esempi di flora rupestre, come gli esemplari di Scabiosa cretica, Erica, Lentisco e l’erba medicinale volgarmente detta Spaccapietre che cresce tra le fessure delle rocce ed è usata per curare i calcoli, poiché riesce a frantumare i calcoli dell’apparato urinario. In primavera tra le rocce fioriscono:la Valeriana rossa,la Scabiosa marittima e il Cisto rosso.

Il complesso bosco di Inici si estende lungo più di2000 ettari e conserva tra le varietà vegetali una Pianta officinale erbacea perenne,la Disa, che cresce in forma cespugliosa. La pianta era raccolta soprattutto dai contadini perché trovava largo impiego per le legature in agricoltura. Essa inoltre dopo la lavorazione diventava Criniu, che veniva usato al posto della lana per confezionare materassi, cuscini e per imbottiture varie. L’essenza di un bosco è data dalla mistura tra la fauna e la flora che prolifera grazie alla presenza di numerose specie animali.

Il monte Inici cela in mezzo alla folta vegetazione delle cave di calcare nodulare rosso, la cui lavorazione produce delle lastre chiamate il “rosso di Verona” o “rosso ammonitico”. Il suo nome deriva dal guscio di un fossile, l’ammonoide, che visse nel territorio circa sessantacinque milioni di anni fa.

Il bosco di Inici è dimora di piccole creature come il disco glosso, un anfibio con la pupilla a forma di cuore, e la Marmorana scabriuscula, una chiocciola dalla forma schiacciata che s’infila nelle strette fessure.

Tra i mammiferi presenti ricordiamo:la Volpe, il Riccio, il Coniglio selvatico, l’Istrice ela Donnola. Quest’ambiente intatto e sereno consente la proliferazione di numerosi rapaci ormai rari in Sicilia comela Poiana, il Gheppio, il Falco pellegrino, il Barbagianni,la Civetta, l’Assiolo.

Gli altri uccelli presenti in zona sono: la Cinciallegra, l’Occhiocotto, il Pettirosso, il Merlo, la Taccola, il Rampichino, l’Upupa, il Colombaccio, la Ghiandaiae il Passero solitario.  I più attenti estimatori di avifauna possono praticare sul Monte Inici, tutto l’anno, il birdwatching, ossia l’attività di osservazione e di riconoscimento in natura degli uccelli.

 

 

Le grotte del Monte Inici

Il Monte Inici conserva nel suo interno un ricco patrimonio geologico fornito dalle sue Grotte.  Il rilievo di origine carsica ha permesso all’acqua di farsi strada tra le rocce sedimentarie, dando origine ad una serie di caverne e cunicoli, preziose per lo studio degli speleologi. Molte aree conservano leggende narrate dagli esploratori e rimangono poco esplorate a causa degli impervi anfratti, invece altre per la loro morfologia hanno consentito uno studio approfondito da parte degli speleologi della Sezione CAI di Palermo – Sottosezione di C/mare del Golfo. Inizialmente gli speleologi erano convinti che la montagna di Inici nascondesse delle attività carsiche perché si evidenziavano delle fratture sulle pareti rocciose. Negli anni novanta invece, una squadra di esperti andò a perlustrare il sito evidenziando due importanti cavità: la Grotta dell’Eremita e l’Abisso dei Cocci.

La Grottadell’Eremita ha una doppia denominazione fornita da due ingressi, il primo posto in basso e più agevole si chiama grotta del Cavallo, forse perché un tempo qualcuno aveva lasciato riposare il cavallo, l’altro ingresso in alto si chiama invece Grotta dell’Eremita.

L’Abisso dei Cocci si sviluppa in modo orizzontale, su diversi livelli uniti da pozzi che arrivano ad una profondità di 305 metri. La temperatura all’interno è di circa 26°C e scendendo dall’alto verso il basso attraverso dei tunnel, si presentano agli occhi pareti bianche e particolari strutture carsiche a forma di cupole. Il pavimento è decorato da stalagmiti mentre sul tetto il calcare depositato ha formato dei drappeggi policromatici. Lo stesso calcare ha formato anche le cosiddette perle di grotta, di forma sferica che si estendono all’interno di vaschette. La passeggiata continua e lo scenario diventa sempre più emozionante, prima di arrivare ad uno dei laghetti c’è una colonna originata da una stalattite e una stalagmite. Il laghetto è incorniciato dalle pareti, la sua acqua è resa cristallina dall’ambiente circostante e offre uno spettacolo che lascia a bocca aperta. Il percorso continua, in alcune zone sul tetto non si deposita il carbonato di calcio, ma il gesso. Questo fenomeno unito alle acque che s’infiltrano nelle rocce ha generato all’interno delle grotte dei saloni immensi. Previa prenotazione è possibile realizzare questo viaggio al centro del Monte Inici solo con gli speleologi del CAIdi Palermo – Sottosezione di C/mare del Golfo. L’organizzazione dietro un compenso, che prevede anche le spese assicurative, fornirà tutta l’attrezzatura per accedere in modo sicuro all’interno delle grotte.

 

 

Il Baglio di Inici

Ai piedi del Monte Inici e all’origine del torrente Mendola ha sede il Baglio di Inici che si presume sia stato costruito tra XVII e il XVIII sec.d.C.

Le notizie sul Baglio di Inici e sul suo Castello sono velate da un alone leggendario, infatti, quelle più accreditate, annotano che nel 1507 Inici fosse Baronia dei Sanclemente, e il suo territorio facesse parte della giurisdizione di Monte San Giuliano. Nel 1580 questo territorio fu donato ai Gesuiti.

Lo storico ericino Cordici parla dell’esistenza di una Chiesa, costruita nel 1574 nel feudo di Inici, dedicata alla Madonna della Mendola, il cui quadro aveva nel tempo acquisito gran devozione, perché molte persone avevano ottenuto numerosi miracoli. Si pensa che la Chiesa sorgesse al centro del feudo, infatti, nei documenti che parlano dell’espulsione dei Gesuiti, non si parla di Inici come Castello ma come feudo. Attorno alla metà dell’ottocento i Cardillo, una volta acquistato il baglio, fecero costruire la torre.

Purtroppo la torre è crollata nel 1998. L’intero sito archeologico, a causa dell’incuria dell’amministrazione e dei proprietari del Baglio, non è mai stato restaurato.