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Scopello

IL BAGLIO DI SCOPELLO 

Luogo d’incantevole bellezza scenica, Scopello è un borgo arroccato su una rupe da cui si apre una finestra sulla splendida baia dei suoi faraglioni.

Gli scritti menzionano, durante la dominazione araba, l’esistenza di una città sul mare chiamata Uscobulus. La bibliografia più accreditata riferisce che il nome del paese Scoupellos derivi dal latino Scopulus, proprio per evidenziare i faraglioni che dominano la sua baia. Ritornando indietro nella storia arriviamo al 1097 quando il conte Ruggiero, proprietario del feudo, lo donò al Santuario di Santa Maria in Boico, dopo quasi due secoli passò alla Chiesa Santa Maria dell’Ammiraglio di Palermo. La concessione del solo feudo e non della tonnara e del porto, fa pensare come in questa località fossero presenti due opposte realtà economiche: una agropastorale cui faceva capo il baglio e l’altra marinara il cui polo erano il porto e la tonnara.

Nel 1237 Scopello è annoverata nei privilegi di Federico II ed è chiamato casale. I casali erano, infatti, dei centri abitati la cui struttura si presentava a forma quadrangolare con una fontana ed un abbeveratoio.

La proprietà feudale di Scopello passò di mano in mano, fino ad arrivare a Giovan Battista Caralta, conte di Colomba, la cui figlia si sposò con Giacomo Fardella, Principe di Paceco. Il borgo rimase in possesso dei Fardella fino alla fine del ‘700 per poi diventare riserva di caccia dei Borbone.

Federico II soleva trascorrere a Scopello il suo tempo libero, frequentando la gente del paese. S’intratteneva spesso a mangiare e a giocare a carte, mostrando un carattere socievole. Alla fine dell’ottocento, dopo la proclamazione del regno d’Italia, Scopello fu venduta a cinque castellammaresi che approfittarono dell’affare per comprarla a bassissimo prezzo. Il paese di Scopello conserva l’antica traccia seicentesca e vi si accende da un arco in pietra. Come su di una macchina del tempo immaginiamo di rivisitare il sito durante l’età borbonica.

Scopello appare ai nostri occhi con uno spazio centrale da cui prendono vita gli ambienti circostanti. Il paesello si divide in due zone: la prima composta dalla piazzetta con l’abbeveratoio, la fontana e la chiesa e la seconda zona, dove c’è il baglio. Ogni ambiente del baglio di Scopello è formato da locali che servono per depositare le carrozze, altri per ospitare il bestiame e alcuni per il foraggio. Ci sono il frantoio e il posto dove si conservano l’olio e il vino.

Le abitazioni sorgono all’interno del baglio, anche se vista l’estensione territoriale, sono utilizzate altre abitazioni al di fuori di esso.

Ritorniamo ai giorni nostri, l’antica struttura è visibile tuttora, Scopello durante l’inverno è abitata da pochissimi abitanti.

Così come la natura, il borgo si risveglia in primavera, per poi ritrovare il suo massimo splendore in estate, grazie alle numerose strutture recettive che ospitano numerosi turisti. La posizione geografica di Scopello crea il giusto equilibrio tra mare e campagna. I paesaggi tipici delle terre sicule si mischiano con il blu profondo del mare. Il panorama lascia basiti ed estasiati, affacciandosi dalla veduta si ha quella sensazione di oblio rimanendo sospesi tra terra e cielo. Si consiglia di vivere l’esperienza panoramica durante il tramonto per imprimere nella memoria e nella vostra fotocamera uno degli scenari più emozionanti d’Europa. Per chi desidera immergersi nei luoghi di culto, non può mancare la partecipazione alle funzioni religiose che si svolgono all’interno della Chiesa-giardino della Madonna delle Grazie. Il fascino della location dona agli eventi spirituali maggiore pace e serenità. Chi vorrà nutrire non solo l’anima ma anche il corpo potrà assaggiare il cibo preparato con il pescato locale. Da non perdere assolutamente è il pane cunzato, pane cotto con il tradizionale forno a legna, condito con olio d’oliva, origano, pomodoro, acciuga salata e formaggio piccante. Il suo sapore ricco e piccante lambisce e stimola il palato, rendendo la sosta ancor più piacevole.