Torna a Castellammare del Golfo

Tonnara e Faraglioni di Scopello

La Tonnara di Scopello

Dalla vegetazione rupestre in cui è immerso il Baglio di Scopello, il paesaggio si estende lungo il golfo roccioso, vegliato dalla maestosità dei due faraglioni che sembrano prendersi cura di quest’oasi naturale.

L’insenatura rocciosa testimonia la realtà marinara del borgo, la cui pesca era praticata sin dall’epoca romana.

La leggenda narra l’esistenza di Cetaria, terra dei tonni, una cittadina che sarebbe sorta sull’attuale tonnara di Scopello e rinomata per l’abbondanza del pesce. Questa mitica città scomparve e le notizie bibliografiche ci riportano alla dominazione araba. Gli arabi si appropriarono del luogo, praticando e tramandando ai posteri l’arte della mattanza.

Il capo della tonnara veniva, infatti, chiamato rais, nome di derivazione araba. Facendo un salto storico, si giunge fino all’epoca normanna quando il territorio di Scopello e la sua tonnara rientrarono nel demanio regio, in questo modo il suo uso fu godibile solo dal sovrano.

La tonnara in seguito fu venduta a privati, per poi essere comprata dai Fardella di Trapani e infine dall’ordine dei Gesuiti.

Le ultime notizie sui proprietari della tonnara ci portano alla famiglia Florio e ai suoi eredi. La tonnara non svolge più alcuna funzione dagli anni ’80, pur rimanendo un esempio di archeologia industriale.

I locali sono rimasti come un tempo, dai magazzini al baglio, infatti, gli attuali proprietari hanno deciso di utilizzare le bellezze architettoniche della location come hotel e ristorante.

La mattanza era, per gli abitanti del luogo, una delle più importanti fonti di sostentamento. La pescosità delle acque e la lavorazione del pesce erano rinomate tra tutti i popoli del Mediterraneo.

Le attività della tonnara di Scopello iniziavano a fine aprile e terminavano a fine agosto. I tonni in primavera si avvicinavano alle coste per le attività riproduttive, poi si mettevano in viaggio e ritornavano in estate.

La motilità dei tonni faceva dividere il lavoro della tonnara in due mattanze: quella di andata e quella di ritorno.

La prima mattanza catturava i tonni durante il periodo della riproduzione, la seconda svolgeva la cattura durante la fase di ritorno dei tonni.

La presa del pesce veniva celebrata dai pescatori seguendo un rituale mistico. Le operazioni erano guidate dal rais che animava ed incitava il suo equipaggio come un generale con il suo esercito. Tutto il rituale era cadenzato dalla cialoma, un canto intonato dai tonnaroti che accresceva e diminuiva d’intensità secondo l’energia delle operazioni di pesca.

La mattanza era un tipo di pesca il cui impegno investiva molta gente.

L’attività prevedeva che i tonnaroti dovessero vivere sul luogo di lavoro, pertanto la tonnara era provvista del marfaraggiu, cioè bagli, abitazioni e magazzini che servivano per conservare gli arnesi da lavoro e per garantire il riparo dei pescatori. All’interno di questi luoghi si svolgevano anche le operazioni di pulitura e conservazione del pesce, dove erano coinvolte circa quaranta unità. Il rais e la sua famiglia risiedevano in un alloggio separato, mentre la ciurma abitava in un alloggio detto vicaria.

Il lavoro certosino svolto da tutti i marinai e la dedizione verso questa pesca si evince anche dalle due torri di guardia poste sul luogo.

La torre Benistra del XVI sec.d.C. serviva a salvaguardare la tonnara, si ergeva sul faraglione e vi si accedeva attraverso un ponte levatoio o una scala incisa sulla roccia.

L’altra torre si ergeva su una roccia e si chiamava Doria o Fungia, dal nome degli scogli a punta sui quali si affacciava.

La tonnara di Scopello è rinomata per le bellezze paesaggistiche dei faraglioni che emergono dalle acque limpide del golfo castellammarese.

I faraglioni sono meta dei turisti che ne amano i fondali animati da variopinte specie di pesci e da una rigogliosa fauna marina.

Lo specchio d’acqua che circonda i faraglioni è sede di un Museo sommerso realizzato dalla collaborazione tra enti pubblici e privati. I reperti ritrovati presso i faraglioni risalgono al II sec.d.C.

La sabbia e la poseidonia nascondono anfore, ceramiche greche, africane, romane e spagnole. Il mondo sommerso è godibile grazie ai diving center che permettono di visitare il fondo marino fino a diciotto metri di profondità.

Adesso la tonnara è raggiungibile da Scopello con auto o mezzi a due ruote. La proprietà è privata e pertanto può ospitare poca gente. È consigliabile quindi per godere di un bagno rilassante, giungere sul luogo di mattina presto, munendosi di cibo e bevande perché sul luogo non esistono bar. Non dimenticate la protezione solare e l’ombrellone, anche se sarà difficile inserirlo perché il luogo per la sosta è fatto di piattaforme di cemento. Si consiglia di indossare le scarpette di plastica in modo da favorire la discesa sul fondale roccioso.