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Il Monte Cofano

LA RISERVA

Oltre alla Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, posto tra il golfo di Bonagia e il golfo di Cofano, un altro pezzo di paradiso terrestre allieta ed arricchisce il patrimonio ambientale della provincia di Trapani: la Riserva Naturale Orientata del Monte Cofano, nel territorio di Custonaci.  Il Monte Cofano padroneggia la costa del paese con i suoi 659 metri di altezza e spicca tra gli altri per la sua storia che testimonia la presenza di civiltà già nel neolitico superiore. Alcuni reperti preistorici ed alcuni resti di animali che sono tutt’oggi riposti e custoditi nel Museo Preistorico di Torre di Ligny a Trapani, sono stati rinvenuti proprio nella grotta del Crocefisso sul Monte Cofano. La più conosciuta e  la più imponente, poiché ancora adesso impiegata come scenario durante il Natale per far rivivere annualmente la kermesse del Presepe Vivente,  rimane fra tutte la grotta Mangiapane di Scurati. In essa furono riportati alla luce numerosi resti di fossili, graffiti ed utensili storici. Sul Monte, ad un’altezza di 50 metri, spicca la caratteristica cappella votiva dedicata al Crocefisso di Cofano. Posta unicamente a strapiombo sul mare ha un soffitto a volta ed è costruita con tufo e pietre. La chiesetta custodisce all’interno un altare in cui una piccola grata protegge il crocefisso che lì vi è posto. Questa cappella è meta di una folta presenza di fedeli che ogni ultimo venerdì di marzo si riuniscono in un tradizionale e sentito pellegrinaggio.

Ad invogliare il turista a non perdersi nulla di ciò che il Monte Cofano offre, oltre alle splendide insenature dalle suggestive battigie e dalle sfumature pluricromatiche che vanno dal blu cristallino al verde smeraldo, un sentiero molto accessibile permette di effettuare il percorso completo di tutto il promontorio di Cofano, procedendo a piedi in maniera del tutto rilassata e tranquilla. Il tragitto, se fatto per intero, prevede una camminata di due ore circa. L’apice di questa escursione si raggiunge quando il turista riesce ad arrivare alla cima del Monte Cofano. Un sentiero interno , infatti, agevola tale missione partendo dal baglio Cofano fino alla punta estrema del Monte.

Si consiglia di non fare mai tale percorso nelle ore calde dei giorni d’estate. È una camminata che dura circa tre ore, ma che richiede speciale attitudine di agilità poiché spesso il sentiero si sviluppa nei passaggi tra le rocce. Attenzione a provvedere per tempo a tutto l’occorrente per intraprendere nel modo più consono questa passeggiata: si suggerisce di indossare scarpe comode, meglio se quelle specifiche per il trekking, di provvedere ad una sufficiente provvista di acqua, di indossare dei pantaloni lunghi per ripararsi anche dalla bassa vegetazione che talvolta si presenta spinosa e di non dimenticare la fotocamera e, chi può, di portare con sé anche un binocolo per ammirare il panorama. Arrivati in cima, infatti, ogni sforzo svanirà magicamente perché quello che si presenta agli occhi del turista è uno scenario mozzafiato con le Isole Egadi, il Monte Erice e la costa tutta.

Il Monte si contraddistingue anche per la cospicua flora tanto che la Riserva Orientata del Monte Cofano diventa di peculiare interesse anche dal punto di vista naturalistico. Presenza rilevante è la piantagione della Disa e della Palma Nana. C’è anche il Lentisco caratterizzato  dalla sua forma poco regolare, il minuto e resinoso Terebinto, il Leccio dalla sagoma slanciata, la Sughera dallo strano aspetto ovale, l’Erica Sicula che spicca tra gli altri per i suoi fiori rosa chiaro e il Papavero Cornuto dai grandi ed esclusivi fiori gialli. Sul Monte Cofano, nel tempo, hanno nidificato e trovato il loro habitat delle rare specie di volatili, tra cui l’Aquila del Bonelli e l’Averla Capirossa che si distingue dalla sua razza per il piumaggio dal color rosso sulla testa. Si possono notare anche il Gabbiano Reale, il Falco Pellegrino, il Passero Solitario ed il Corvo Imperiale. La fitta vegetazione agevola l’esistenza dell’Assiolo e della Civetta, mentre le pareti rocciose ospitano nelle loro profonde cavità il Barbagianni e l’Allocco. Speciale attenzione è riposta nel Martin Pescatore, una specie migratrice che trova dimora sul Monte Cofano, dalla primavera all’autunno. Tra la flora sarà possibile anche incontrare l’Istrice ed il mammifero più piccolo dell’Europa, il Mustiolo.

Per gli appassionati, su un dolce pendio, si trova il Parco Suburbano di Cerriolo. Esso offre l’opportunità di poter vedere da vicino le stalagmiti e le stalattiti dentro la grotta Cufuni. Un’ampia terrazza, edificata nei tempi più recenti, regala un quadro che incornicia il paesaggio tra il golfo di Bonagia fino al Monte Cofano. Nella zona bassa del Parco Suburbano di Cerriolo, dei cartelli specifici situati ai bordi di un sentiero, consentono di compiere un percorso atletico. A chi volesse intraprendere tale esperienza, s’invita di munirsi di un abbigliamento comodo, di una sufficiente quantità di acqua fresca o, ancor meglio, di speciali bibite per sopperire al calo di zuccheri e di sali minerali e, naturalmente, di evitare le ore più calde della giornata.


LA TORRE DI SAN GIOVANNI

Sulle falde del Monte Cofano, in un pendio scosceso, s’innalza elegantemente la Torre di San Giovanni. Opera del Camiliani del 1595, essa fungeva da torre di avvistamento per difendere la costa dagli attacchi dei nemici. Posizionata in modo tale da essere collegata con la Tonnara di Bonagia e con la Tonnara di Monte San Giuliano, essa si contrassegna per la sua forma quadrata. I militari che si disponevano sulla Torre di San Giovanni  riuscivano ad avvistare il pericolo di un assalto nemico e lo segnalavano sventolando bandiere o attivando armi da fuoco. Alla Torre di San Giovanni si può tuttora entrare tramite una scaletta esterna, mentre sul prospetto spiccano due finestre attualmente in ottime condizioni. All’interno sono ancora ben visibili il camino e una cisterna destinata alla raccolta dell’acqua piovana. A chi si accinge all’esplorazione della Torre di San Giovanni, si presenta l’occasione di arrivare fino alla terrazza per mezzo di una scala in muratura. Questo belvedere, un tempo usato dai “torrari” per le segnalazioni, è oggi considerato  un vero e proprio salotto per merito del panorama che da lassù si può ammirare.


TORRE E TONNARA

    

Di fronte lo scoglio dello Scialandro, in una posizione quasi surreale, si erge la Tonnara di Cofano. Essa era un tempo fonte di sostentamento per i pescatori del paese e risaltava nell’economia di Trapani per la sua attività prolifera. Eretta intorno al 1400, essa fu attiva fino al 1900. Dall’atipica forma a stella e dalle mura concave e molto spesse, apposta create per attutire i colpi delle palle dei cannoni, essa fu costruita, nel XVI secolo, affiancandola alla Tonnara.

La Torre di Cofano è predisposta su due livelli, a pianta quadrata e con volta a botte. La sua visione appare maestosa e suggestiva, malgrado le linearità architettoniche.

Il colpo d’occhio viene rivolto al ristretto paesaggio che si scorge accanto alla Torre di Cofano. Composto semplicemente da cinque o sei piccole costruzioni, esso è come un minuscolo presepe in cui, però, solo un paio di casette sono ancora occupate ed utilizzate nel periodo estivo. Chi si avvicina a questi luoghi, viene graziato da una piacevole ed inaspettata sensazione di pace. Il silenzio, il panorama e l’assenza dei classici rumori urbani regalano emozioni estreme difficili da dimenticare.