Torna a Erice

Chiesa di San Giuliano

Ad Erice, nell’omonima piazza, troviamo la Chiesa di San Giuliano. Fu Ruggero il Normanno che, nell’XI secolo d.C. ne diede l’ordine di edificazione. Si narra che San Giuliano sconfisse i Musulmani che volevano espugnare Erice, e così nelle rappresentazioni il Santo viene raffigurato con sembianze da guerriero, con la spada ed il falcone. Grazie al suo intervento miracoloso, San Giuliano, detto il “liberatore”, divenne protettore della città, tanto che Erice fino al 1934, portò il nome di Monte San Giuliano. Inizialmente, quando molti pellegrini arrivavano da tutto il Mediterraneo per dedicare le loro preghiere alla dea Venere, il culto per San Giuliano servì alla Chiesa per imporre il suo predominio sui fedeli. Ai tempi di Ruggero il Normanno, la Chiesa appariva piccola ed in stile gotico; essa venne ricostruita e modificata nel XVII secolo d.C., e le tre navate le diedero così un aspetto più imponente. Nel 1926 però, a causa del crollo della navata centrale, la Chiesa di San Giuliano venne chiusa al culto.  Dopo molti anni venne completamente ristrutturata e tutt’oggi viene adoperata sia per le celebrazioni liturgiche sia come polo museale. Il portale esterno in stile rinascimentale dona maestria al luogo sacro ma la Chiesa di San Giuliano s’impone grazie al suo campanile dal tetto a pagoda, accessibile dalla sacrestia,  che fu eretto ed annesso nel 1770.

Quello che di artistico si presenta agli occhi del visitatore, è solo una piccola parte di ciò che in realtà, sin dai tempi d’origine, veniva custodita nella Chiesa di San Giuliano. Su otto gradini ottagonali, si ammira l’originale fonte battesimale, opera del 1718 di Leonardo Crivaglia. Entrando e volgendo lo sguardo a destra, si nota la cappella di San Giuliano, in un’opera lignea di Pietro Orlando. Il bassorilievo in stucco narra la nascita della Chiesa di San Giuliano. Suggestiva e particolare può risultare la visita all’oratorio. Le notizie ci riportano al 1636, quando due gesuiti ericini diedero vita alla Congregazione dei 33, poiché di così tanti confrati essa era composta. I confrati crearono questi locali adiacenti alla Chiesa di San Giuliano poiché proprio lì risiedevano per le loro riunioni in cui a volte venivano decise le sorti politiche della cittadina. I confrati si radunavano sempre in gran segreto e, proprio nel sotterraneo dell’oratorio, dove in vita si riunivano e pregavano, da morti  venivano sepolti accomodati su particolari sedili ed ornati con paramenti sacri.

La Chiesa di San Giuliano ospita i gruppi statuari dei Misteri, rappresentanti la morte e la passione di Cristo. Quest’ultimi riproducono, anche se in dimensioni molto ridotte ed in numero sicuramente inferiore, i Misteri della vicina Trapani. Queste statue, opera di artigiani trapanesi, realizzate in legno, tela e colla, recentemente restaurate dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Trapani vengono portati in processione il Venerdì della Settimana Santa. Particolare che può interessare ai visitatori più attenti, è la combinazione tra i costumi delle statue che evidenziano uno stile spagnolo mentre la loro gestualità evidenzia, invece,  una mimica prettamente siciliana. La sfilata è degna di partecipazione, e si svolge tra le suggestive viuzze ericine. La Processione dei Misteri viene seguita in corteo da bande locali e da fedeli che trasportano grandi ceri. Il culto religioso che si mescola con le tradizioni culturali dona ad Erice un aspetto vivo e suggestivo. Non dimenticate di premunirvi di scorri acqua o di ombrelli, poiché facile sarà imbattersi in una giornata nebulosa od uggiosa. Con voi portate obbligatoriamente la fotocamera anche se sarà difficile immortalare l’atmosfera del momento, ma chi vi partecipa sicuramente ne conserverà vivo il ricordo nel tempo.