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Chiesa di San Martino

Intorno al 1300, durante la dominazione Normanna e per volere del Conte  Ruggero, venne edificata ad Erice, la Chiesa di San Martino. Essa fu, in principio, eretta in piccola pianta ed in stile gotico. Divenne subito sede di una congregazione che si occupava di opere di carità ed inoltre si impegnava a presentare preghiere per la salvezza di tutte le anime del Purgatorio. L’aspetto odierno della Chiesa di San Martino risale alla sua riedificazione, avvenuta dopo la metà del 1600, sotto la guida di un sacerdote ed architetto del luogo: Matteo Gebbia. Questi ne diede un’impronta nuova in cui spicca la forma a croce latina divisa in tre navate, un portale pregiato e maestoso ed un transetto sovrastato da cupola a sesto rialzato: tutto prettamente in stile barocco. La Chiesa di San Martino risalta in quanto ubicata su una piazzetta. Entrando ci si sente quasi impigliati dal colore predominante dell’interno: il bianco. Volgendo lo sguardo in basso, il visitatore resta affascinato dalla pavimentazione di origine settecentesca. Il pregiato pavimento è costituito da lastre tombali arricchito da mattonelle che ne raffigurano un autentico disegno del 1700. Agli occhi del visitatore, sono tutt’oggi visibili gli ambienti che dalla Sagrestia conducono all’Oratorio. Questi locali esistevano già ai tempi della prima costruzione della Chiesa di San Martino ed ivi solevano riunirsi i confrati sia per i momenti di preghiera che per stabilire le sorti per il futuro storico e politico del luogo. Ancora vivi, come testimoni d’arte ed ancora consapevoli dell’originario utilizzo, sono evidenti i sedili di legno lungo le pareti ove solitamente si accomodavano i confrati stessi. Incastonato tra meravigliose e pregiate opere d’arte, ciò che spicca, all’interno della Chiesa di San Martino, è senza dubbio un manufatto di un artista ericino del 1556. La scultura rappresenta il San Martino a cavallo mentre offre il suo mantello al povero, esso è posto al centro della Sagrestia per essere così più apprezzato e visibile al visitatore. La Chiesa di San Martino appare oggi anche come dimora di altre opere che magari in passato erano appartenute ad altre chiese in seguito chiuse o distrutte.