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Il Cous Cous Fest

Incorniciata tra la Riserva Naturale dello Zingaro e quella del Monte Cofano, ormai dal 1998,  la “granella della pace” è diventata protagonista di uno scenario enogastronomico e culturale del Mediterraneo, attirando a sé l’attenzione di appassionati, turisti e viaggiatori. Ed è proprio a San Vito lo Capo che il cous cous, piatto ricco di storia, abbraccia le differenze tra i popoli e le loro culture, in uno scenario di forti suggestioni. La storia ci insegna che l’origine del piatto risale al ‘900 A.C. Il re Salomone, malato d’amore per la regina di Saba, riuscì a salvarsi mangiando proprio un piatto di cous cous. E furono i Romani che trasformarono il frumento in propulsore della loro conquista. Il Nord Africa, la Sicilia ed il Medio Oriente divennero un enorme granaio. Ciò che in Italia è chiamato semola ed in arabo smida, fu in origine denominato similia. Il cous cous, sul territorio italiano, vanta una storia lunga e di grande interesse. E nella zona del trapanese si gustava già prima dell’arrivo dei pescatori tunisini. Per un eccellente cous cous si devono rispettare dei passaggi importanti; innanzitutto occorre scegliere il pesce giusto per la zuppa, ingrediente fondamentale con cui verrà irrorata la semola dopo “l’incocciatura”.  “L’incocciatura” è il procedimento con cui la semola viene lavorata insieme all’acqua salata con un movimento rotatorio ed in questo processo di lavorazione vengono anche aggiunti pepe nero, aglio, cipolle, trito di mandorle, prezzemolo ed olio d’oliva.

La gara del Cous Cous Fest è un dilagare continuo di sapori, emozioni e colori. Essa  celebra questo cibo che sin dai tempi antichi si impone nelle ritualità del suo consumo, nei ricordi dei popoli, nelle migliori ricorrenze e nelle feste di ogni genere. I partecipanti di questa sfida enogastronomica, sono gli Chef dei paesi che nei tempi remoti si sono succeduti in Sicilia. Adesso il loro è uno scontro assolutamente pacifico, tanto da far sedere tutti alla stessa tavola, perché il collante tra loro è proprio il cous cous. Gli Chef giungono da ogni parte del Mediterraneo: Costa D’Avorio, Marocco, Algeria, Palestina, Tunisia, Senegal, Israele, Francia ed Italia. Nei viali principali di San Vito lo Capo vengono allestiti degli stand, ognuno in riferimento ad un paese diverso. Lì i turisti si vedono tramutare in veri e propri commensali di una grande ed unica tavola, pronta ad accoglierli nelle maniera più ospitale possibile. Ed è appunto in questi stand che il cous cous viene reinventato. Lo si può gustare con le verdure, col pesce, con la carne ed anche nella versione dolce. Alla fine della gara, una giuria di esperti, dichiara quale paese si è distinto tra i partecipanti, proclamando il “miglior cous cous” dell’anno.

Il comune costiero di San Vito lo Capo, anche quest’anno, ha ricevuto le cinque bandiere, come riconoscimento massimo dalla “Guida Blu 2010” di Legambiente. E tale titolo permette al comune siciliano di San Vito lo Capo, di essere tra le località turistiche di maggior successo in tutta la nazione.

Il borgo marinaro di San Vito lo Capo è la location perfetta per questo festival internazionale dell’integrazione culturale. Il clima caldo, l’attraente spiaggia ed il mare cristallino di San Vito lo Capo offrono ai turisti, in questo periodo del Cous Cous Fest, la giusta occasione per proseguire le proprie vacanze, offrendo loro un gradevole relax di fine estate. Infatti, poiché il tutto si organizza sempre alla fine del mese di settembre, questo è un periodo in cui si può gustare la spiaggia senza sentirsi oppressi dalla calca agostina. È il momento ideale per i visitatori che vogliono fare una vacanza di alta stagione, proprio nel periodo in cui i ritmi estivi si sono sicuramente abbassati, ma con un clima che resta sempre caldo ed un mare sempre invitante. Il Cous Cous Fest è il salotto ideale per chi nella vita si occupa, per esempio, di interculturalità. L’osservare, il presenziare alla reale preparazione del piatto di cous cous, spostarsi da uno stand all’altro come se ci si muovesse da un paese all’altro in tempo reale, potrebbe far diventare il cibo un vero e proprio stimolo per lo studio dell’aggregazione culturale. Il pomeriggio è tempo per una camminata per il corso principale di San Vito lo Capo, perché ivi esplode la meraviglia dell’Expo Village. I visitatori potranno aggirarsi tra prodotti dell’artigianato agro alimentare della cultura siciliana e mediterranea e tra tante altre curiosità.

Al crepuscolo del sole, le viuzze di San Vito lo Capo diventano teatro di artisti di strada, giocolieri, mangiafuoco e saltimbanco mettendo subito d’accordo i gusti dei grandi e dei piccini. Il paese diventa come un cilindro magico da cui ciascuno può tirar fuori, assecondando i propri gusti, i ritmi tribali, le sonorità antiche ma anche la dance elettronica. Però, le luci del tramonto mischiate a quelle di alcune fiaccole, creano un’atmosfera distesa e al di fuori del tempo, in una location in riva ad un mare cristallino che prende il nome di Al Waka, che vuol dire Oasi nel Deserto. Essa è una grande tenda berbera, aperta al pubblico, dove è facile perdersi tra profumi di the, narghilè, spettacoli di danza del ventre e tra mille colori. L’atmosfera arabeggiante padroneggia sotto questa tenda, offrendo ai visitatori l’opportunità di gustare un eccellente piatto di cous cous comodamente adagiati su puof colorati e divanetti etnici.

Occorre anche puntualizzare che le serate del Cous Cous Fest diventano ogni anno  vetrina di artisti di fama internazionale, con esibizioni proprio nella piazza antistante il Santuario di San Vito.