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La riserva naturale dello Zingaro

 

La Riserva naturale dello zingaro offre davvero un cocktail perfetto di mare cristallino, natura incontaminata, storia e tradizione. Si estende da San Vito Lo capo a Scopello, comprendendo quindi parte del comune di Castellammare del Golfo. Quella dello Zingaro è stata la prima riserva naturale istituita in Sicilia nel 1982, dopo un primo tentativo di speculazione avviata con la costruzione di una strada. E’ una riserva gestitadall’Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Da dove derivi l’origine del termine “Zingaro”, resta un mistero, poiché da fonti storiche, risulta che nelle zone non vi fosse presenza alcuna di nomadi; mentre si indica la contaminazione di una colonia lombarda nel XIII secolo. Il simbolo della Riserva naturale dello Zingaro è la Palma Nana. Le foglie lunghe e strette di questa pianta venivano una volta utilizzate dalle donne siciliane per fare scope, corde, canestri e nasse per la pesca. Le foglie di Palma Nana raccolte nei periodi estivi costituivano fonte di oneroso guadagno poiché vendute alle fabbriche di crine dei paesi vicini e commercializzate in tutta Europa. La Riserva naturale dello Zingaro  occupa una superficie di 1650 ettari con i suoi 7 km di costa. Essa offre un misto di mare e montagna unico nel suo genere, poiché nel paesaggio si distinguono anche diversi rilievi montuosi che raggiungono il picco nel Monte Speziale, con i suoi 913 metri. La Riserva naturale dello Zingaro è un connubio perfetto di flora e fauna. Vi nidificano animali particolari coma l’aquila del Bonelli, il gheppio, la poiana e il nibbio. La natura incontaminata offre piante rare come: euserbia ed il lentisco, inoltre vi è la presenza di alberi di carrubbi, olivi, frassini e qualche fusto di sughero.

Alla Riserva Naturale dello Zingaro si arriva da San Vito lo Capo o da Scopello, ma in entrambi i casi, la riserva si può visitare eclusivamente a piedi. A seconda delle proprie volontà e delle proprie abitudini, i visitatori della Riserva Naturale dello Zingaro si trovano a poter scegliere il percorso, o per meglio dire il sentiero, più adatto alle esigenze del singolo. Sono presenti tre tipologie di sentiero: il Sentiero Costiero, il Sentiero di Mezza Costa e il Sentiero Alto.

Sentiero Costiero: è quello che sulla propria estensione vanta maggiori visitatori ed ha una lunghezza di 7 chilometri. Esso collega l’Ingresso Sud (lato Scopello) e l’Ingresso Nord (lato San Vito lo Capo).  Si raccomanda di premunirsi di scarpe comode per affrontare nella maniera migliore il tragitto; l’ombrellone perché le zone d’ombra sono davvero scarse e rare; un’abbondante provvista di acqua e di frutta fresca per combattere, in modo naturale ed efficacie, l’arsura; senza dimenticare l’alta protezione solare e la fotocamera, meglio se quella subacquea. Inoltrandosi dal lato di Scopello, i visitatori devono oltrepassare la galleria, prova evidente dell’antico progetto della costruzione della strada litoranea. Dopo circa 100 metri si raggiunge una prima deviazione che porta agevolmente all’area attrezzata per il pic-nic, dove poter prendere anche un po’ di fiato e riposarsi prima di riprendere il cammino. Si prosegue verso il Centro Visitatori, ove è ubicato il Museo Naturalistico e continuando s’incontrano delle incantevoli spiaggette di ciottoli incorniciate tra le rocce. Spettacolo invitante ed unico è costituito dai fondali. Quindi d’ obbligo diventa lo snorkeling con maschera e boccaglio,  per poter ammirare alghe dai colori improbabili, rose di mare, spettacolari e variopinte spugne, anemoni, seducenti grotte sottomarine, incantevoli e variopinti pesci ed il meraviglioso corallo rosso. Il tutto diviene sintomo dell’effettiva purezza di queste acque. Nello specifico, si parla di Punta Capreria e più avanti di Cala del Varo, quest’ultima raggiugibile però solo via mare. Da qui si giunge alla contrada Zingaro, cuore della riserva, e proseguendo si gode di altre due paradisiache calette:Cala della Disa e Cala Beretta. Continuando il percorso, si presentano ai visitatori Caletta Marinella e Caletta dell’Uzzo, con la sua relativa grotta. La Grotta preistorica dell’Uzzo, importante dal punto di vista archeologico, vanta le prime testimonianze degli insediamenti umani in questa zona. Il suo substrato calcareo valorizza la trasparenza dell’acqua, proprio come in un ambiente tropicale, e si può raggiungere dopo una breve deviazione in salita. Proprio lì, a meno di 300 metri dalla grotta, si trova il Museo della Civiltà Contadina, testimone del perfetto sodalizio tra uomo e terra. I visitatori possono anche vantare una visita presso il Museo delle Attività Marinare, sodalizio tra uomo e mare, ospitato nel caseggiato della Tonnarella dell’Uzzo, poco prima di essere arrivati all’ingresso nord, verso San Vito lo Capo. Si sottolinea a tal riguardo, la visita ai suddetti musei. Il Museo Naturalistico della riserva perché da immagini fotografiche esposte su dei pannelli, si evince come le piante spontanee venivano utilizzate nelle medicina popolare. Il Museo delle Attività Marinare con i suoi rudimentali mezzi per la pesca. E il Museo della Civiltà Contadina perché viene riprodotto il ciclo completo del grano, dalla semina alla raccolta.

Sentiero di Mezza Costa: sempre dalla parte di Scopello si raggiunge il Centro Visitatori. Da qui inizia una scarpinata lunga 8,5 chilometri. Un viottolo in salita porta all’inizio del Sentiero di Mezza Costa, a 290 metri, che perlustra la riserva da sud a nord, similmente al Sentiero Costiero. Lasciando sulla sinistra la zona circoscritta dal Bosco di Scardina, il sentiero ci indirizza verso Pizzo del Corvo; proseguendo per una zona quasi pianeggiante, si arriva a contrada Sughero, a 367 metri. Ed è proprio qui che a media altezza tra il Sentiero Costiero ed il Sentiero Alto, l’Ente gestore della Riserva Naturale dello Zingaro, mette a disposizione dei visitatori meno frettolosi, ma soprattutto meno esigenti, dei caseggiati rurali, ristrutturati ed adibiti a rifugi. Tale luogo è raggiungibile solo a piedi. La prenotazione avviene inviando via fax o via mail il modulo di richiesta all’Ente gestore della Riserva Naturale dello Zingaro. Questi rifugi offrono un’imperdibile opportunità per provare delle sensazioni uniche, ormai anche un po’ perdute. Essi sono privi di energia elettrica, non vi è acqua corrente e mancano anche i servizi igienici. All’interno troviamo un tavolo, qualche panca di legno ed una base di legno sopraelevata dove poter posizionare il sacco a pelo od i materassini per un riposo. Considerato ciò, si consiglia di provvedere ad una sufficiente quantità di acqua potabile, di torce e di cibo ricordando, però, che tutto ciò dovrà essere portato in spalla dall’ingresso fino al rifugio. Il sentiero prosegue un po’ in salita per altri 2 chilometri, fino a Borgo Cusenza, un piccolo borgo rurale unicamente conservato,  prima chiamato “Bagghiu di l’Acci”, dal nome del Monte Acci. Si narra che già nel 1820, in questo luogo vi dimorava una famiglia di pastori e contadini, la famiglia Cusenza, da cui successivamente ne derivò il nome. Da qui, un viottolo ci dirige verso il Sentiero Alto, mentre camminando in discesa si attraversa il Canalone delle Grotte di Mastro Peppe Siino fino al Sentiero Costiero, e quindi verso l’uscita.

Sentiero Alto: riservato forse ai più sportivi, è il percorso più difficoltoso con i suoi 17,5 chilometri. Lo si raccomanda ai cultori di trekking con tutto l’esatto equipaggiamento, con una buona scorta di bevande fresche e la fotocamera. Lo si percorre proseguendo l’area sempre iniziando dal lato di Scopello fino all’inizio del Sentiero di Mezza Costa. Su questo percorso si alternano macchie di ginestra odorosa ed aree di prateria. Il Bosco di Scardina accoglie i visitatori a 533 metri di altezza. Ivi ci si può riposare e rinvigorire prima di riprendere l’andatura. In leggera salita si raggiunge la zona Pianello, dove la natura fa alternare zone pianeggianti di steppa mediterranea, rilievi calcarei a piccole depressioni corsiche, da quest’ultime in inverno affiora un piccolo gorgo d’acqua. Da qui si arriva al Sentiero di Mezza Costa oppure, proseguendo da Pianello, si può godere della bellezza naturale del Monte Speziale e di Pizzo dell’Aquila. Da considerare a questo punto ciò che la zona di Portella Mandra Nuova, a717 metri, ci offre: un meraviglioso panorama da perdere il fiato. Da qui si può proseguire verso il Borgo Cusenza, e quindi verso la fine di questa magica escursione.