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Ville bagli e torri

VILLE E BAGLI

Valderice si presentava come un villaggio rurale, i cui abitanti erano i contadini, provenienti da Erice, il loro compito era di lavorare le terre dei signori, dei grandi proprietari terrieri, del clero e dei nobili. La forte componente agreste dona al paesaggio ancor’oggi un aspetto particolare, messo in evidenza da ville e bagli; essi diventano testimonianza della mistura tra gli abitanti locali e le antiche contaminazioni arabo-normanne. I bagli e le ville costituivano la residenza stabile dei servi e dei contadini, infatti, essi avevano affidato il compito di lavorare la terra circostante e di custodirne le mura. La struttura dei bagli era a pianta quadrata, al centro vi era sempre un cortile, mentre all’interno la costruzione ospitava sia uomini che animali, che strumenti di lavoro. Buona parte di questi edifici rurali è oggi in stato di abbandono e in ugual misura lontani anni luce dalla loro antica mansione; altri invece, dopo un’accurata ristrutturazione costituiscono oggi un’ottima catena di strutture ricettive per i turisti.

Immersi in un’atmosfera verde, piena di profumi agrumati, le ville ed i bagli diventano teatro di eventi culturali, specialmente in occasione di concerti, di mostre, di degustazioni dei prodotti tipici e di itinerari gastronomici.

I percorsi così strutturati permettono agli attenti visitatori di aver rivelato non solo i piaceri provenienti dal gusto ma di trovarsi immersi in stimolazioni olfatto uditive grazie ai numerosi frutteti, agrumeti e ulivi che circondano i casolari e che accompagnano i versi e le note degli artisti che si alternano durante le serate, soprattutto nel periodo estivo.

 

TORRI

Il centro agricolo valdericino, intorno al Seicento allargò i propri confini territoriali fino alla località di Bonagìa, dove fu eretta una tonnara. Le acque del mare di Bonagia, grazie al clima temperato, durante il periodo primaverile diventavano dimora di cospicue quantità di tonno che venivano ad accoppiarsi in queste acque tiepide. Notando questi processi naturali, i pescatori del luogo, divennero esperti di tale pesca, in quanto risultava davvero fruttuosa. A tal riguardo fu eretta, accanto alla tonnara una bella torre difensiva di tipo “camillianeo”, dal nome dell’architetto che si occupò della sua costruzione. Furono definite in questo modo, le torri che nacquero in quel periodo in tutto il litorale tra Bonagia e Castellammare del Golfo. Tutte, infatti, presentavano le stesse caratteristiche murarie a pianta quadrata, in muratura di pietra intonacata, con guardiole quadrate ai due vertici e una spaziosa cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. La tonnara di Bonagìa era nota ai paesi limitrofi per la pesca e la lavorazione del pesce. Recentemente i locali sono stati ripristinati e ingranditi per ospitare una rinomata struttura alberghiera; inoltre l’antica torre difensiva è diventata sede del Museo della Tonnara, che custodisce barche, arnesi da lavoro, un modello di tonnara a mare che ricalca realisticamente una serie di reti utilizzate per la cattura dei tonni e la cosiddetta “camera della morte” ed altri oggetti legati al rito della “mattanza”.

Un’altra struttura architettonica camilliana sita nel territorio valdericino è Torre Xiare, la cui denominazione è di origine araba. La costruzione è caratterizzata da un baglio con una torre di avvistamento e da una roccaforte, oggi adibita a struttura alberghiera. L’utilizzo turistico del complesso ha origini antiche, infatti, sin dai tempi degli antichi romani e in seguito tra il settecento e l’ottocento era luogo di villeggiatura per la borghesia e l’aristocrazia, grazie al clima mite, all’aria salubre derivante dal mare e alla rigogliosa vegetazione.